Al Zarqawi

Loretta Napoleoni – il Saggiatore- 2006

«Oggi in Iraq agisce una micidiale rete terroristica comandata da Abu Mussab Al Zarqawi, luogotenente di bin Laden.» Nel febbraio 2003, con queste parole il segretario di Stato americano Powell apre un nuovo capitolo della lotta al terrorismo globale: l’amministrazione Bush prepara la crociata contro lo stato canaglia di Saddam. Oggi sappiamo che quell’informazione era falsa. Come sappiamo che in quel momento è nato il mito mediatico più potente e duraturo del dopo 11 settembre: il mito di Al Zarqawi. I primi a stupirsi che il suo nome venga citato insieme a quello di bin Laden sono proprio gli integralisti islamici: sono centinaia gli uomini come Al Zarqawi, impegnati nella jihad e con una certa attitudine al comando. Inoltre, lui non ha “curriculum”, gli mancano le relazioni, date le origini proletarie e la mancanza di cultura. Per non parlare dei supporti finanziari. Chi è dunque Al Zarqawi? Cresciuto in Giordania, a Zarqa, in un quartiere dove si mescolano criminalità, valori tradizionali e cultura consumista, finisce giovanissimo in carcere per reati comuni. Ed è lì che riceve il primo indottrinamento alla jihad, che individua la strada per il riscatto sociale: diventare un combattente islamico.

In Afghanistan prima, in Pakistan poi, cerca di unirsi ai mujaheddin, ma solo tornato in Giordania fonda un gruppo jihadista clandestino. Nuovamente arrestato, ora non è più un criminale qualunque. Cinque anni di torture fisiche e psicologiche compiono su di lui la trasformazione finale: si tempra nel corpo e nello spirito, impara a memoria il Corano, diventa punto di riferimento per gli altri detenuti, si prepara a essere un capo. Uscito di prigione vaga per le zone calde e organizza un campo di addestramento vicino al confine iraniano. Il primo incontro con bin Laden avviene nel 2000, a Kandahar, ma i tempi non sono maturi per un’alleanza: il principe saudita ha una visione globale e antimperialista della jihad; Al Zarqawi pensa ancora a una guerra locale contro i regimi arabi corrotti. Nel 2003, con l’Iraq che attende ormai l’invasione statunitense, l’uomo di Zarqa, che si è preparato tanti anni a dar battaglia, ha trovato il paese che fa per lui. Ora solo bin Laden può legittimare la sua autorità davanti alla popolazione sunnita del paese. Il momento dell’accordo è giunto. Loretta Napoleoni ricostruisce la vicenda del ricercato n. 2 nel mondo, distilla la realtà dall’immagine ingigantita dai media, svela la complessità dei conflitti interni al mondo islamico, smontando il teorema di un unico disegno terroristico. E ancora una volta smaschera il tentativo americano di ridisegnare il mondo attraverso la guerra.«La storia di Al Zarqawi e di molti suoi seguaci dovrebbe farci capire che, più della guerra e della repressione, i governi devono attuare politiche preventive. È necessaria innanzitutto una politica della verità, di una verità provata dai fatti, in grado di farci comprendere meglio la natura e le motivazioni del movimento jihadista e della sua ideologia.»



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